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Costruire
case a bassissimo
consumo è possibile
ed inoltre
necessario per
raggiungere i
sospirati criteri di
sostenibilità.
Che
cosa si intende per
"casa
passiva"?
Il termine si
riferisce ad un
particolare standard
costruttivo basato
sull'integrazione di
tecnologie e
materiali
appropriati che
assicurano
all'edificio
un'elevata qualità
abitativa e una
sensibilissima
riduzione dei
consumi energetici.
Questi
edifici,
caratterizzati da un
involucro altamente
coibentato e privo
di ponti termici,
con ampie vetrate a
sud, dotati di un
sistema di
ventilazione
controllata con
recupero di calore,
sono in grado di
sfruttare
passivamente gli
apporti solari e le
sorgenti di calore
interne (persone,
apparecchiature,
macchinari,
illuminazione
artificiale), senza
necessitare di un
impianto termico
convenzionale per il
riscaldamento
invernale.
Le
case passive sono
edifici che hanno un
fabbisogno annuale
di riscaldamento
talmente ridotto da
permettere di
rinunciare ad un
sistema di
riscaldamento
tradizionale: il
calore necessario
può essere
apportato
dall’aria immessa
con il sistema di
ventilazione. Per
questo,
l’effettivo valore
del carico termico
specifico deve
essere minore o
uguale a 10 W/m2
(Watt per metro
quadrato di
superficie netta
riscaldata); anche
nei giorni più
freddi, i carichi
termici sono così
bassi da rendere
superflui altri
sistemi separati di
produzione e di
distribuzione del
calore.
La
realizzazione di
case passive impone
limiti restrittivi:
Il
semplice elenco dei
singoli componenti
adeguati alle case
passive non è
tuttavia ancora
sufficiente per fare
di un edificio una
casa passiva:
l’intero è più
della somma delle
sue parti.
L’interazione tra
i singoli componenti
rende necessaria una
pianificazione
integrale,
attraverso la quale
si possono
soddisfare gli
standard per le case
passive.
Un
ulteriore apporto
energetico può
essere fornito da
una piccola pompa di
calore che comunque
non supera i 10
W/m2.
I calcoli termici
sui quali si basa la
progettazione di un
edificio passivo
tengono conto oltre
che dell'isolamento
termico, anche della
permeabilità
all'aria e della
ventilazione dei
locali.
Per verificare le
perdite di calore
viene eseguito il Blower-Door-Test
tramite un
ventilatore abbinato
ad una
strumentazione che
misura il flusso
d'aria e un
manometro che indica
la differenza di
pressione.
Il
necessario ricambio
d'aria all'interno
degli edifici
garantisce una
qualità abitativa
ma impone anche un
consumo energetico.
Negli edifici
passivi, il sistema
di ventilazione
controllata con
scambiatori a flusso
incrociato che
recuperano l'80% del
calore dell'aria in
uscita permette di
aumentare il comfort
e limitare i
consumi; infatti, i
ventilatori usati
hanno una potenza
inferiore ai 40 W o
funzionano a
corrente continua di
24 V prodotta da un
piccolo pannello
fotovoltaico.
I
costi di una casa
passiva sono alti se
paragonati ad una
comune costruzione,
ma sono
concorrenziali
rispetto a quelli
degli edifici che
rispondono alle
normative sul
risparmio energetico
perché
l'eliminazione
dell'impianto
termico
convenzionale
compensa in parte
l'aumento dei prezzi
causato dal
massiccio
isolamento.
In Italia, grazie
alle condizioni
climatiche più
favorevoli, i
parametri degli
edifici passivi si
raggiungono con meno
sforzi.
Riducendo tecnica e
materiali impiegati,
il consumo di un
edificio passivo
sarebbe = 15 KWh/m2a
come nei paesi
dell'Europa
Centrale, mentre,
mantenendo gli
stessi accorgimenti
tecnici, con ogni
probabilità si
arriverebbe ad un
valore prossimo allo
0.
Proponiamo una galleria
di immagini che si
riferiscono alla
costruzione di un edificio
passivo
realizzato
all'Energie und
Umweltzentrum di
Springe in Germania
durante l'estate
2000.
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